Storie Bilancio di sostenibilità 2021

Lettera agli Stakeholders

Quando si stila un bilancio si fa un racconto in retrospettiva, eppure, ripercorrere l’anno che ci si siamo lasciati alle spalle fa comprendere meglio anche il presente che stiamo vivendo.

Ripensare al 2021, ci ha ricordato quante chiusure e quante limitazioni ci hanno isolato, per difenderci da un “virus nemico” e trasversale. Come individui e come organizzazioni ci siamo chiusi per salvaguardarci, costruendo ognuno il proprio igloo. Questo ci ha privato anche di una vera e propria necessità: quella di stare assieme e di interagire con gli altri. Con una distinzione così netta tra sé e il resto, è emersa più forte l’importanza del rapporto che lega lo spazio interno, personale e intimo, e lo spazio esterno, più ampio e da condividere. Mai come ora abbiamo potuto notare la forza delle relazioni e l’istinto che ci porta a stare assieme.

Nonostante la nostra società ci indirizzi verso un forte individualismo, questo approccio alla lunga non sarà sostenibile, servirà un altro modello per continuare a godere, almeno in parte, del benessere che abbiamo costruito. In realtà la soluzione l’abbiamo in tasca da tempo, e consiste nel creare un igloo collettivo: un sistema che si basa su relazioni forti che uniscono aziende, persone e società, da cui ognuno trae un suo vantaggio generando anche un beneficio comune, che ricade su tutti, e crea una cupola di protezione su tutto il sistema. Se gli ultimi eventi hanno messo in discussione l’attuale modello occidentale è perché questo si basa sul consumo indiscriminato, privo di confini e di per sé debole e frammentato. Il vantaggio di costruire una cupola di relazioni è che, seppur più faticose da costruire, creano una struttura robusta in grado di ammortizzare meglio i colpi.

Risto3 vuole essere promotore di un igloo sempre più forte dove le persone sono l’elemento essenziale e i legami sono le saldature della costruzione raccordi. Un luogo dove interagire con i suoi clienti, i suoi fornitori e con la comunità trentina, in cui c’è un senso di casa che si mescola al desiderio di evolvere. Il filo rosso che accompagna visivamente questo documento è stato ispirato dagli artisti cosiddetti dell’Arte Povera i cui materiali - come il metallo, la pietra, il legno e la juta – vengono dall’ambiente circostante e a esso ritornano, senza gravi impatti. Artisti che già sul finire degli anni Sessanta sono stati dei precursori di una filosofia di sostenibilità e di come l’essere umano può esserne l’unico artefice.

La strada è tracciata, sta a noi decidere di farne parte.

Camilla Santagiuliana - Presidente Risto3

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