RISTO TREND: Alimenti upcycled
Quando lo scarto diventa una nuova risorsa: un modo sostenibile per dare più valore a ciò che già abbiamo.
Quando pensiamo agli scarti alimentari, immaginiamo qualcosa che non serve più. Una buccia, un residuo di lavorazione, un ingrediente che non può essere utilizzato nella sua forma originale. E se invece quello scarto fosse l'inizio di qualcosa di nuovo?
È proprio da questa domanda che nasce il concetto di alimento upcycled: prodotti alimentari realizzati recuperando materie prime o parti di alimenti che, altrimenti, sarebbero destinate a essere scartate, come suggerisce la UFA (Upcycled Food Association).
Per esempio, le bucce di frutta diventano ingredienti per nuovi prodotti oppure i residui della lavorazione dei cereali vengono trasformati in farine. Ed ecco che la prospettiva cambia: ciò che prima si considerava solamente uno scarto può diventare una nuova risorsa.
Perché è importante parlare di spreco alimentare?
Lo spreco alimentare è un problema che riguarda tutta la filiera, dalla produzione al consumo, e tutto il mondo.
Secondo la Commissione Europea, per spreco alimentare si intende “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che – per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano – sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”.
Dietro a tutto ciò che viene buttato, però, non c'è soltanto del cibo che si perde. Ci sono anche acqua, energia, suolo, lavoro e risorse utilizzate per produrlo, trasformarlo e portarlo fino alla nostra tavola.
Per questo ridurre gli sprechi significa anche imparare a guardare il cibo con occhi diversi. Questa nuova tendenza va ad agire nello specifico nella parte iniziale della filiera, cercando di recuperare parte degli scarti della produzione per dare origine a nuovi prodotti che possono essere consumati.
L'upcycling: creare valore da ciò che esiste già
Gli alimenti upcycled si inseriscono proprio in questa ricerca di un modo più sostenibile di produrre e consumare. L'idea è semplice: recuperare ciò che rimane dei processi produttivi e trasformarlo in qualcosa di nuovo, riducendo la produzione di rifiuti.
Non si tratta quindi semplicemente di “riutilizzare gli avanzi”. L'upcycling riguarda soprattutto la trasformazione di sottoprodotti e parti della produzione alimentare in nuovi ingredienti o alimenti, dando loro un valore che prima non avevano.
Il risultato è un modello che prova a fare di più con quello che abbiamo già, invece di produrre e consumare nuove risorse.
L'upcycling ci invita, in fondo, a cambiare una parola: da “scarto” a “risorsa”. Non tutto ciò che non utilizziamo più deve necessariamente diventare rifiuto. A volte serve soltanto un'idea diversa per trovare un nuovo modo di utilizzarlo.
In futuro, infatti, la chiave non è produrre di più, ma imparare a sprecare di meno.