Storie Peperone, peperoncino, paprika o pepe: fai il pieno di vitamine e “felicità”

Peperone, peperoncino, paprika o pepe? Facciamo un po' di chiarezza sui termini: tutti i tipi di peperoni, piccanti o dolci che siano, fanno parte della famiglia Capsicum, ed è abitudine usare due nomi diversi per distinguere le varietà. Si è soliti chiamare peperoncini la varietà piccante o la versione essiccata e macinata usata come spezia (detta anche paprika), mentre quella dolce, mangiata cruda o cotta, viene comunemente chiamata peperone.

I peperoni che consumiamo abitualmente sono varietà coltivate in modo da ridurre al minimo il contenuto di capsaicina, la sostanza (alcaloide) che è responsabile della piccantezza, quella sensazione di calore e di dolore sprigionata mordendo la placenta, i filamenti e i semi dell’ortaggio. La capsaicina però è resistente alla cottura e al congelamento; gli unici animali che non ne sentono la piccantezza sono gli uccelli, poiché nel loro processo digestivo il cibo non subisce l’azione dei succhi gastrici e i semi rimangono intatti lungo tutto il tratto digestivo.

Dal punto di vista nutrizionale, il peperone è ricchissimo di acqua, rinfrescante e ipocalorico. La sua caratteristica principale è il suo elevato contenuto di vitamina C, addirittura superiore agli agrumi: mezzo peperone è sufficiente per coprirne il fabbisogno giornaliero.

Il peperone verde è leggermente meno calorico di quello rosso, ma entrambi sono valide fonti di vitamine e minerali; ricordiamo però che questi micronutrienti restano inalterati solo se si mangia l’alimento crudo e fresco. I peperoni contengono anche altre sostanze come flavonoidi e beta-carotene, conosciute per le proprietà antiossidanti, in grado di contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e dell’infiammazione.

Ma perché mangiare il peperoncino “rende felici”? Quando ingeriamo del peperoncino, il nostro cervello ritiene erroneamente che la dose concentrata di capsaicina contenuta sia un dolore da combattere, pertanto rilascia le endorfine, mediatori chimici la cui azione è simile alla morfina. Il peperoncino non fa solo bene all’umore: recenti studi scientifici, infatti, hanno dimostrato il suo effetto benefico nei confronti del cuore, abbassando il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, e riducendo il colesterolo. Sono riconosciute, inoltre, virtù antibatteriche, anti-diabetiche e, addirittura, anti-cancerogene.

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